01

Parti da una linea del tempo

Crea un elenco cronologico con data, ora approssimativa, canale e cosa è successo: primo contatto, apertura dell’account, versamento, richiesta di documenti, promessa ricevuta, tentativo di prelievo, nuova richiesta di pagamento. Per ogni riga associa un file o uno screenshot. La cronologia riduce la confusione e aiuta a distinguere ciò che ricordi da ciò che puoi documentare.

02

Conserva gli elementi originali

Se possibile, salva email complete, ricevute in PDF, conversazioni esportate, URL, numeri di telefono e coordinate di pagamento. Uno screenshot è utile, ma può perdere metadati e contesto. Evita di ritagliare l’unica copia di un’immagine; conserva l’originale e crea una copia annotata se devi evidenziare un dettaglio.

03

Non condividere più dati del necessario

Un dossier può contenere informazioni molto sensibili. Prima di inviarlo a terzi, valuta cosa serve davvero. Oscura numeri completi di carte, password, codici OTP, seed phrase e chiavi private: non sono necessari per dimostrare che una transazione è avvenuta e non dovrebbero essere richiesti da un servizio educativo di verifica.

04

Aggiungi le fonti pubbliche come riferimenti, non come decorazione

Se trovi una voce in un registro o un avviso, salva il link e una breve nota su ciò che dice. Non copiare solo il titolo. Scrivi: “CONSOB, pagina X, consultata il giorno Y: il testo menziona il dominio Z”. Questo rende il dossier verificabile anche da un’altra persona e riduce il rischio di interpretazioni eccessive.

05

Il dossier non deve “provare la truffa”: deve rendere i fatti leggibili

La decisione su eventuali illeciti appartiene alle autorità o alle sedi competenti. Il tuo obiettivo pratico è molto più semplice: fornire una sequenza coerente di fatti, pagamenti, comunicazioni e fonti. Un dossier neutro è spesso più utile di un documento pieno di conclusioni emotive, perché consente a banca, professionista o autorità di valutare direttamente gli elementi.

06

Dai nomi chiari ai file mentre li raccogli

Un metodo banale evita molto caos: usa nomi come “2026-08-10_bonifico_5000.pdf”, “2026-08-11_email_richiesta-tassa.eml” o “2026-08-12_screenshot_pagina-prelievo.png”. Non serve un software investigativo. La data all’inizio mantiene i file in ordine e una breve descrizione aiuta a ritrovare l’elemento senza aprirlo. Se fai copie annotate, aggiungi “_copia-annotata” e conserva l’originale separato.

07

Distingui ciò che hai visto da ciò che ti è stato detto

Nel dossier crea due categorie. Nella prima metti fatti direttamente osservabili: pagamento effettuato, email ricevuta, contenuto di una pagina, risultato di un registro. Nella seconda metti dichiarazioni: “il consulente ha detto che…”, “la piattaforma afferma di…”, “mi è stato promesso…”. Questa separazione evita che una promessa ripetuta molte volte acquisti per errore lo stesso peso di un documento. È una tecnica semplice, ma rende il racconto molto più chiaro per chi lo leggerà dopo.

08

Prepara una versione breve e una completa

Per un primo contatto con banca o autorità può essere utile una sintesi di una pagina con cronologia, importi e contatti principali, accompagnata da un indice degli allegati. Conserva poi la cartella completa. In questo modo non costringi il destinatario a ricostruire il caso da decine di file, ma puoi fornire gli originali quando vengono richiesti. La chiarezza non significa omettere informazioni: significa dare una struttura che permetta di trovarle.

FONTI PRIMARIE UTILI

Ripeti i controlli direttamente

CONSOB ↗Banca d’Italia ↗Registro Imprese ↗Polizia Postale ↗